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Ilva, industria muore sotto gli slogan

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L'atto di recesso dal contratto, presentato in tribunale da Arcelor Mittal, e l'incapacità del Governo di trattenere il colosso franco indiano a Taranto è la cifra di un Paese con una politica industriale ridotta a slogan. Il Governo italiano non sembra avere il polso dell'attuale contesto economico globale, succube del populismo di Cinque Stelle, che per ancoraggio agli originari gridi di battaglia concede un assist ad Arcelor Mittal per la fuga, ponendo un muro sullo scudo penale. Ma ancor più grave dell'incapacità di comprendere l'importanza strategica che rappresenta l'Ilva per l'intero settore siderurgico italiano, c'è l'arroganza di non ricorrere alla...

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Quale presidenzialismo per l’Italia?

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Il Parlamentarismo e i suoi limiti Negli anni della cosiddetta “prima Repubblica” (a mio avviso però la sola e unica che abbia avuto l’Italia), una contrapposizione significativa spesso risorgente nel dibattito politico (sia a sinistra sia a destra) fu quella tra “parlamentaristi” e “presidenzialisti”. In verità, già alla Costituente non erano mancate né le voci dubbiose su un parlamentarismo privo di contrappesi né i giuristi – molti tra loro autorevoli – che si erano dichiarati in favore del presidenzialismo perché timorosi delle crisi che un parlamento sovraccarico di funzioni ed aspettative avrebbe prima o poi dovuto sopportare; emblematica appariva l’esperienza...

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Farefuturo attore della strategia della destra

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Punto di svolta della nuova veste meloniana (e anche del 10% in Umbria) è la fase di allargamento di FdI ad associazioni e realtà locali, in grado di drenare voti e ampliare il partito oltre lo zoccolo duro romano Come nasce il 10% di Fratelli d’Italia in Umbria? Non solo dagli arrivi nella squadra di Giorgia Meloni di vari esponenti locali, da Forza Italia o dal centro. Ma è il frutto di una strategia ragionata per allargare un movimento che, agli inizi della sua fondazione, era nato chiuso in modo particolare sullo zoccolo duro romano e sul “mondo Fuan”. E che in virtù di...

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Appello per Norimberga del comunismo con Bukovsky

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Nato nel 42’, Vladimir Bukovsky, si è spento pochi giorni fa lasciando ai posteri un’esperienza diretta di quello che è stato l’uso repressivo della pschiatria in Urss. Tuttavia i trattamenti disumani che aveva subito, lo avevano reso più forte e non erano riusciti a spezzarlo. Era entrato nel mirino delle autorità sovietiche appena ventenne. Amava frequentare i dissidenti e partecipava a manifestazioni in difesa dei prigionieri politici. Dall’arresto del 1971, Bukovsky fece in modo di far arrivare in Occidente le prove che dimostravano l’uso degli ospedali pschiatrici per i prigionieri politici considerati "affetti da disturbi genetici o schizzofrenia". Questo lo portò a...

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